FENDER Jazz American Standard 5 corde
DATI TECNICI:

Scala: 34" , 24 tasti
Manico: Acero
Corpo: Ontano
Tastiera: Ebano
Pick-up: Fender single-coils
Elettronica:, attiva, 18 volt, a due vie
Ponte: Fender (con possibilità strings thru body)
Meccaniche: Hipshot Ultralite


BREVI IMPRESSIONI:

La serie S1 (quella con la possibilità di mettere i pick-up in serie o in parallelo) nel
2008 era stata tolta dal mercato, quindi questo strumento giaceva sicuramente in
negozio da parecchio tempo. Sarebbe stato lecito quindi pensare che probabilmente
lo strumento non suonasse un granchè, ma comunque ho deciso di provarlo. Una
volta collegato il basso all’ampli il suono che ne viene fuori praticamente è quasi
quello di un contrabbasso, tanto le corde sono morte, l’unica nota positiva è che
anche così il low B sembra essere presente almeno in termini di volume. Non mi
stupisce che a una prova superficiale uno strumento con queste corde venga provato
e rimesso al suo posto, e magari catalogato come una “ciofeca” (alimentando la
leggenda metropolitana che i Fender hanno una qualità altalenante). Per fortuna il
commesso mi conosce e non ha problemi a cambiarmi le corde, montando anche
una scalatura di mio gradimento (e nel frattempo fa anche un minimo di
manutenzione alla tastiera con olio di limone e un controllo generale al set-up).
Seconda prova all’ampli, e questa volta cambia tutto: dalle prime note si sente subito
uscire il classico suono del Jazz Bass, provando un po’ di slap il basso risponde
benissimo con note potenti e cristalline, il low B si dimostra degno non solo in
termini di volume ma anche come sustain e definizione (convincendomi sempre più
che i modelli recenti di Jazz 5 corde non sono più parenti con i modelli di qualche
anno fa che avevano spesso in low B poco decoroso).
Il manico mi sembra identico a quello del Reggie Hamilton come forma e profilo, la
finitura anche qui è satinata. La tastatura complessivamente è buona, il Reggie
Hamilton è in grado di raggiungere action ancora più basse  grazie anche ai tasti
small (mentre l’American Standard monta i classici medium jumbo), ma comunque
anche su questo Jazz sono riuscito a settare senza problemi un’action
ragionevolmente bassa. Le meccaniche Hipshot sono molto morbide e precise nella
regolazione. Il ponte è esteticamente identico a quello del Reggie Hamilton 5 corde,
solo che in questo caso è in acciaio (mentre nel Reggie Hamilton è in ottone
cromato).
Per tutto il resto, si tratta di un classico Jazz Bass con corpo in ontano, manico in
acero e tastiera in palissandro, due classici p.u. single-coils ed elettronica passiva.
Interessanti le sfumature timbriche offerte dal tasto S1, in particolare usando solo il
pick-up al manico è possibile ottenere un valido suono simil-Precision, perfetto con l’
uso del plettro.
In sintesi questo American Standard 5 corde lo definirei un basso onesto e sincero,
che non delude le aspettative di chi cerca un suono e un’estetica Jazz Bass.

Data recensione: 2010
VALUTAZIONE DI SINTESI:        (5=max, 1=min)

COSTRUZIONE: 4
LEGNI: 4
FINITURE: 4/5
ELETTRONICA: 4
SUONO: 4/5
SUONABILITA': 4/5
VERSATILITA': 4/5
RAPPORTO QUALITA'/PREZZO: 4
ROBERTO SALOMONE
RECENSIONE STRUMENTI