ROBERTO SALOMONE
BASSO: PENSIERI IN LIBERTA'
I BASSI VECCHI-VINTAGE SUONANO MEGLIO DI QUELLI DI OGGI…
Se tralasciamo l’aspetto emozionale/collezionistico che può essere legato a uno strumento vintage vissuto e in qualche modo “storico”,
personalmente sono portato a dire che “mediamente” gli strumenti attuali suonano meglio degli strumenti di molti anni fa. In qualsiasi
caso, può capitare di provare bassi vintage davvero eccellenti in termini di suono ed altri tutto sommato assolutamente normali. Purtroppo
però i prezzi del vintage sono quelli di un mercato collezionistico, che poco ha a che vedere con la resa sonora dello strumento. E gli alti
prezzi hanno aumentato il numero dei “tarocchi” e delle “sole” che ci sono in giro.


QUANDO UN BASSO DIVENTA VINTAGE?
Il fenomeno dei bassi vintage riguarda prevalentemente la produzione Fender. Personalmente ritengo degni di nota come vintage i bassi
Fender fine anni ‘50/anni ’60. Quello che è arrivato dopo è “vintage” soprattutto per marketing….
In qualsiasi caso, qualitativamente parlando, il periodo che sta tra la metà degli anni ’70 e la metà degli anni ’80 è stato uno dei periodi più
neri della produzione Fender (provate a osservare un po’ di bassi della seconda metà degli anni ’70 e vedrete, ad esempio, delle giunzioni
manico/corpo orripilanti sotto il profilo dimensionale).


COSTRUZIONE NECK-THRU-BODY O BOLT-ON?
Per chi non lo sapesse, i bassi neck-thru body sono quegli strumenti dove il manico attraversa interamente il corpo dello strumento, che di
fatto è realizzato con due “ali” laterali incollate sul manico. I bassi bolt-on invece sono i bassi con la classica soluzione di avvitare il manico
al corpo. Esistono anche i bassi set-in, dove in manico non viene avvitato ma incollato al corpo.
Solitamente si dice che i bassi neck-thru-body abbiano un maggiore sustain e la fondamentale della nota in maggiore evidenza, viceversa i
bassi bolt-on dovrebbero avere un maggiore attacco e maggiore ricchezza di armonici.
Nella pratica però mi è capitato di sentire bassi neck-thru con un grande attacco e bassi bolt-on con un grandissimo sustain, quindi
attenzione a ragionare per categorie. In qualsiasi caso nessuna delle diverse tipologie costruttive ci darà un basso “migliore”, ma
semplicemente un basso “diverso” sotto alcuni aspetti del suono prodotto.


IL VERO BASSO HA 4 CORDE…
Questa è un’altra frase che ogni tanto mi capita di sentire. Ma la musica non si fa e non si misura con il numero di corde. Si può fare buona
musica con un 4 corde come con un 5 corde o con un 6 corde. L’importante è avere cose da dire con il nostro strumento. Il basso elettrico,
al contrario di altri strumenti, è relativamente giovane e di fatto è in continua evoluzione. Avere la mente aperta, essere disposti a mettersi in
gioco e sperimentare sicuramente fanno bene a qualunque bassista.


MEGLIO SAPER FARE POCHE NOTE “DI PESO” CHE TANTE NOTE….
Questa è la frase tipica utilizzata da chi sa fare solo poche note, e purtroppo solitamente neanche quelle “di peso”.
Chi sa suonare davvero è in grado di usare quante note servono in funzione del brano che sta suonando, cercando di scegliere le note più
efficaci: in alcuni casi ci vorranno poche note, in altri casi invece molte note.
In sintesi: “La tecnica logora chi non ce l’ha!”


TRA I COMPONENTI DEL BASSO COSA INFLUISCE SUL SUONO (TIMBRO DELLO STRUMENTO)?
Dalla mia esperienza quella che segue è l’idea che mi sono fatto, per quanto non sia necessariamente valida per tutti gli strumenti:

-        posizione dei pick-up: determinante
-        tipo di pick-up (humbucker, single coils…): importante
-        ponte: poco influente
-        ponte string-to-body vs ponte classico: ininfluente
-        capotasto: ininfluente
-        manico: importante
-        tastiera: mediamente influente
-        corpo: mediamente influente
-        meccaniche: ininfluente
-        corde: importante
-        elettronica: mediamente importante su bassi attivi