PENSIERI IN LIBERTA'
In queste pagine ho riassunto alcune mie opinioni-pensieri sul
basso elettrico. Non sono necessariamente legate da un filo
logico, sono appunto "pensieri in libertà".
DESCRIVERE IL SUONO DEL BASSO
Questo è un capitolo delicato, descrivere a parole il suono dello strumento
non è facile ma soprattutto stiamo attenti al fatto che non tutti diamo la stessa
interpretazione agli aggettivi, quindi c’è il forte rischio di attribuire significati
diversi. Ecco alcuni tra gli aggettivi che spesso -        suono “ciccio”
-        suono finto
-        suono plasticoso
-        suono “trasparente”
-        suono hi-fi
-        suono brillante
-        suono medioso
-        suono “gonfio”
-        suono di legno
-        suono di elettronica
-        ……
Il mio consiglio è sempre valutare il suono provando direttamente lo
strumento seguendo alcune importanti avvertenze:
-        verificare che lo strumento abbia un set-up decente (corde fresche,
action media, pick-up correttamente posizionati come altezza, manico ben
regolato)
-        utilizzare potendo il proprio ampli ma, siccome spesso non è possibile,
cercare un ampli che magari un po’ si conosce e comunque utilizzare l’ampli
con tutte le regolazioni in flat.
In assenza di una prova diretta ascoltare qualche clip in giro per la rete può
comunque aiutare a farsi un’idea del suono del basso, certamente più che
leggere parole come “suono finto”, “suono di legno” e altre cose simili.


BASSI INDUSTRIALI E BASSI DI LIUTERIA
Spesso capita di ascoltare/leggere opinioni più o meno discordanti sui bassi
industriali e sui bassi di liuteria. Alcuni considerano i primi degli strumenti
mediocri mentre i secondi degli strumenti fantastici. Personalmente in oltre
trent’anni che suono il basso sono passato un po’ sulle diverse “sponde”,
usando sia i bassi industriali sia i bassi di liuteria, e qualche mia idea
personale basata sull’esperienza me la sono fatta.
Io ho cominciato a suonare in un periodo in cui i bassi di liuteria praticamente
non esistevano, il punto d’arrivo era avere un bel Fender e per circa vent’anni
ho suonato sempre bassi industriali, usandone diversi ma principalmente
dei Fender Jazz (parliamo sempre di bassi a 4 corde). Poi, quando mi sono
avvicinato al jazz e alla fusion (fondamentalmente sono sempre stato un
bassista pop e funk) mi è preso il “trip” per il basso 6 corde e da allora ho
cominciato ad avvicinarmi ai bassi di liuteria, spinto dalla necessità di avere
un 6 corde su misura. In questa ricerca ho avuto modo di provare molti bassi
di liuteria, alcuni davvero ottimi, altri che onestamente lasciavano a
desiderare, alcuni molto costosi, altri più abbordabili. Ho potuto verificare che
spesso i liutai hanno idee diverse e soluzioni diverse per raggiungere un
certo risultato, hanno spesso valutazioni diverse tra loro su come suonano i
legni, come suonano i pick-up ecc. Spesso non è facile fare capire al liutaio
qual è il risultato sonoro che ti aspetti, e quindi in genere i bassi di liuteria
sono sempre un’incognita.
In sintesi quindi direi: vale la pena cercare nella liuteria quando si vuole uno
strumento su misura per le proprie esigenze che di fatto sul mercato non
esiste. Non vale la regola che uno strumento di liuteria è per definizione di
ottima qualità, esattamente come non vale la regola che gli strumenti
industriali sono mediocri. Esistono ottimi strumenti e strumenti mediocri in
entrambe le realtà, quindi la buona qualità non deve essere il motivo che
spinge alla ricerca di uno strumento di liuteria, ma solo la forte
personalizzazione.
Nel mio percorso musicale oggi sono tornato al basso a 5 corde e in
particolare il mio suono lo trovo praticamente perfetto con il Fender Jazz. E’
stato un po’ un cerchio che si è richiuso sul punto di partenza. Il Fender Jazz è
il mio basso.


FENDER HA UNA QUALITA’ ALTALENANTE…
Questa è una frase che capita spesso di sentire girando in internet, e sono
forse in parte d’accordo ma è meglio chiarire il significato di quanto intendo io.
I bassi Fender sono di fatto prodotti industriali realizzati in grandi quantità (ad
eccezione del Custom Shop). Gran parte delle lavorazioni fatte oggi con
macchinari tecnologicamente evoluti garantiscono uno standard qualitativo,
specialmente dimensionale, omogeneo su tutta la produzione. In questo
senso quindi i Fender attuali sono sicuramente più omogenei di quelli
prodotti in passato. I bassi però sono costruiti in legno, e ogni taglio di legno
è diverso da un altro. Inoltre Fender produce prevalentemente bassi passivi
che più di altri risentono dei legni con cui sono costruiti. Quindi la vera
differenza tra un basso e un altro non è tanto in una variabilità degli standard
qualitativi di Fender (migliori oggi che in passato) quanto nel fatto che due
pezzi di legno non saranno mai uguali tra loro. Ma questo da solo non basta a
spiegare l’opinione che i Fender suonano alcuni bene e alcuni male. In realtà
i Fender si trovano un po’ in tutti i negozi di strumenti musicali e tutti hanno
avuto modo di provarli; sicuramente però non tutti i bassi provati erano nelle
stesse condizioni, perché troppo spesso i negozianti non curano gli strumenti
che hanno in negozio. Un basso andrebbe provato nelle sue condizioni
migliori, con corde fresche e un set-up adeguato. Confrontare quindi
strumenti con set-up diversi, alcuni con corde fresche e altri con corde marce,
porterà inevitabilmente a conclusioni differenti.
Tenuto conto quindi di quanto esposto sopra, personalmente ritengo che la
qualità degli strumenti Fender sia mediamente elevata, e che pur essendo
possibili sfumature tra i diversi strumenti, in realtà la variabilità resta
abbastanza contenuta.


IL SUONO LO FANNO LE DITA….
Altra frase usata spesso quando si parla di basso. Anche in questo caso
bisogna capire che cosa si intende. Sicuramente il “timbro” di uno strumento
è caratteristico e non bastano le dita a cambiarlo: un Fender Jazz non
suonerà mai come un Musicman Stingray, indipendentemente da chi lo
suona. Ma è altrettanto vero che lo stesso basso in mano a due bassisti
diversi suonerà in modo diverso. Il suono di un bassista secondo me nasce
prima di tutto nella testa. A questo punto è inevitabile che si vada in cerca
dello strumento più idoneo a riprodurre quel tipo di suono (strumento prima e
amplificazione poi), e a questo punto davvero le proprie dita faranno la
differenza. Se ripenso a quando ero ragazzino facevo fatica a tirare fuori dallo
strumento un suono che davvero mi soddisfacesse, oggi viceversa trovo
abbastanza facile tirare fuori il mio suono.
Personalmente sono portato a dire che “mediamente” gli strumenti attuali
suonano meglio degli strumenti di molti anni fa. In qualsiasi caso, può
capitare di provare bassi vintage davvero eccellenti in termini di suono ed altri
tutto sommato assolutamente normali. Purtroppo però i prezzi del vintage
sono quelli di un mercato collezionistico, che poco ha a che vedere con la
resa sonora dello strumento. E gli alti prezzi hanno aumentato il numero dei
“tarocchi” e delle “sole” che ci sono in giro.


QUANDO UN BASSO DIVENTA VINTAGE?
Il fenomeno dei bassi vintage riguarda prevalentemente la produzione
Fender. Personalmente ritengo degni di nota come vintage i bassi Fender
fine anni ‘50/anni ’60. Quello che è arrivato dopo è “vintage” soprattutto per
marketing….
In qualsiasi caso, qualitativamente parlando, il periodo che sta tra la metà
degli anni ’70 e la metà degli anni ’80 è stato uno dei periodi più neri della
produzione Fender (provate a osservare un po’ di bassi della seconda metà
degli anni ’70 e vedrete, ad esempio, delle giunzioni manico/corpo orripilanti
sotto il profilo dimensionale).


COSTRUZIONE NECK-THRU-BODY O BOLT-ON?
Per chi non lo sapesse, i bassi neck-thru body sono quegli strumenti dove il
manico attraversa interamente il corpo dello strumento, che di fatto è
realizzato con due “ali” laterali incollate sul manico. I bassi bolt-on invece
sono i bassi con la classica soluzione di avvitare il manico al corpo. Esistono
anche i bassi set-in, dove in manico non viene avvitato ma incollato al corpo.
Solitamente si dice che i bassi neck-thru-body abbiano un maggiore sustain
e la fondamentale della nota in maggiore evidenza, viceversa i bassi bolt-on
dovrebbero avere un maggiore attacco e maggiore ricchezza di armonici.
Nella pratica però mi è capitato di sentire bassi neck-thru con un grande
attacco e bassi bolt-on con un grandissimo sustain, quindi attenzione a
ragionare per categorie. In qualsiasi caso nessuna delle diverse tipologie
costruttive ci darà un basso “migliore”, ma semplicemente un basso “diverso”
sotto alcuni aspetti del suono prodotto.


IL VERO BASSO HA 4 CORDE…
Questa è un’altra frase che ogni tanto mi capita di sentire. Ma la musica non
si fa e non si misura con il numero di corde. Si può fare buona musica con un
4 corde come con un 5 corde o con un 6 corde. L’importante è avere cose da
dire con il nostro strumento. Il basso elettrico, al contrario di altri strumenti, è
relativamente giovane e di fatto è in continua evoluzione. Avere la mente
aperta, essere disposti a mettersi in gioco e sperimentare sicuramente fanno
bene a qualunque bassista.


MEGLIO SAPER FARE POCHE NOTE “DI PESO” CHE TANTE
NOTE….
Questa è la frase tipica utilizzata da chi sa fare solo poche note, e purtroppo
solitamente neanche quelle “di peso”.
Chi sa suonare davvero è in grado di usare quante note servono in funzione
del brano che sta suonando, cercando di scegliere le note più efficaci: in
alcuni casi ci vorranno poche note, in altri casi invece molte note.
In sintesi: “La tecnica logora chi non ce l’ha!”


TRA I COMPONENTI DEL BASSO COSA INFLUISCE SUL SUONO
(TIMBRO DELLO STRUMENTO)?
Dalla mia esperienza quella che segue è l’idea che mi sono fatto, per quanto
non sia necessariamente valida per tutti gli strumenti:

-        posizione dei pick-up: determinante
-        tipo di pick-up (humbucker, single coils…): importante
-        ponte: poco influente
-        ponte string-to-body vs ponte classico: ininfluente
-        capotasto: ininfluente
-        manico: importante
-        tastiera: mediamente influente
-        corpo: mediamente influente
-        meccaniche: ininfluente
-        corde: importante
-        elettronica: mediamente importante su bassi attivi