• 20 tasti
  • Scala basso: 34"
  • Costruzione: bolt-on
  • Tastiera:palissandro (radius 7,5")
  • Manico: acero ("C" shape)
  • Corpo: ontano
  • Meccaniche: Fender vintage reverse
  • Pick up : 1 split-coil CS custom
  • Elettronica : passiva, volume e tono
  • Ponte: Fender vintage
  • Intercorda: 19 mm.
  • Peso: 4 Kg.
La premessa doverosa è che non ho mai avuto un grande feeling con il
Precision. Paradossalmente è uno strumento il cui suono mi è spesso
piaciuto, sentito suonato da altri, ma poi suonandolo io non ho mai trovato la
giusta sintonia sotto le dita. Ho avuto negli anni alcuni Precision ma alla fine
li ho sempre abbandonati a favore del Jazz. Tutrtavia ogni tanto ci riprovo. In
questo caso l’avvicinamento è stato prima attraverso uno Squier Classic
Vibe con il quale, pur non essendo scattata la scintilla, ho capito che rispetto
al passato c’era più familiarità. Poi ho avuto l’occasione di trovare usato
questo Fender Custom Shop Pino Palladino e qui devo dire che ho trovato,
come al solito nei Custom Shop, uno strumento davvero sopra la media dei
vari Precision che nel tempo mi è capitato di provare. Lasciando da parte il
fattore “signature” che lascia il tempo che trova, lo strumento è valido in
quanto tale, per come è costruito, per i materiali utilizzati e per come suona.
Di fatto siamo di fronte alla riedizione di un Precision di inizio anni ’60.
Il corpo è in ontano selezionato, manico in acero con taglio di quarto e C
shape, tastiera in palissandro con tadius 7.25” e tasti small. La verniciatura
è un Fiesta Red (applicata su una base di Desert Sands), ovviamente alla
nitro per rispettare correttamente la riedizione. La parte hardware vede le
meccaniche reverse, il ponte vintage style con sellette zigrinate, pick-up split-
coil costruito ad hoc dal Custom Shop per questo basso, ed elettronica
passiva minimalista con volume e tono. La finitura del basso è “relic” e
prevede quindi un “invecchiamento” artificiale, devo dire fatto molto bene e
molto credibile. Di fatto è presente un’abrasione della vernice piuttosto
ampia sulla parte posteriore del corpo, un’abrasione più contenuta in
corrispondenza dell’appoggio dell’avambraccio destro, un po’ di
picchiettature e piccoli graffietti qua e là. Sul manico nella parte posteriore è
presente un’ampia zona dalla quale è stata rimossa la verniciatura lucida.
Le parti in metallo presentano segni di invecchiamento e ossidazione, e
anche il battipenna sembra decisamente vissuto.
ROBERTO
SALOMONE
STRUMENTAZIONE
FENDER PRECISION
Custom Shop Pino Palladino
Detto ciò, le vere qualità del basso risiedono come sempre nei Custom Shop nella suonabilità perfetta grazie a una
tastatura impeccabile, e nel suono che ne scaturisce una volta collegato all’amplificazione. Un timbro grosso, non
troppo brillante, medioso quanto basta, decisamente caldo e corposo, con una definizione della nota superiore a quella
solitamente riscontrata negli altri Precision che tendono a suonare un po’ troppo impastati. In sintesi un Precision di
qualità, come è lecito aspettarsi da uno strumento del genere.