• 21 tasti
  • Scala basso: 34"
  • Costruzione: bolt-on
  • Tastiera: Pau Ferro, blocks in madreperla
  • Manico: Acero (taglio di quarto)
  • Corpo: Ontano
  • Meccaniche: Hipshot Ultralite
  • Pick up : 1 split tipo P e 1 Noiseless tipo J
  • Elettronica :attiva/passiva, volume, balance
    tono passivo, alti, medi, bassi
  • Ponte: Fender, sellette in ottone
  • Intercorda: 18 mm.
  • Peso: 4,1 Kg.
Questo basso è sicuramente piuttosto raro. Si tratta della versione a 5 corde
del Reggie Hamilton Segnature, realizzata dal Custom Shop Fender (da non
confondere quindi con la versione 4 corde made in Mex).
E’ uno strumento che ha una serie di caratteristiche originali che lo rendono
unico, pur essendo di fondo un Jazz Bass. Il manico è in acero stagionato,
con taglio di quarto (come negli strumenti classici “seri”) per avere una
maggiore stabilità; questo aspetto poi è ulteriormente rafforzato dalla
presenza di due barre di grafite all’interno del manico. La tastiera è in Pau
Ferro, un legno molto simile come resa sonora al palissandro brasiliano ma
molto resistente all’usura, con un radius di 12”, abbastanza piatto;
esteticamente si riprende il look anni ’70 con i blocks rettangolari in vera
madreperla, mentre il legno abbastanza chiaro mette in evidenza delle
piacevoli venature. Una caratteristica particolare del manico è la verniciatura:
le parti anteriore e posteriore della paletta presentano la classica
verniciatura lucida, mentre il retro del manico è verniciato satinato fino al
tacco dove si innesta nel corpo, che torna ad avere una verniciatura lucida.
Il corpo è in ontano selezionato, con due pezzi accoppiati in modo
esemplare. La spalla inferiore del corpo ha uno smusso maggiore rispetto a
quello presente solitamente nel Jazz Bass per permettere un accesso
ottimale a tutti i 21 tasti. La verniciatura è definita “leggera” Nitrocellulose
Lacquer Finish (come negli originali Jazz Bass anni ’60).
Su questo strumento sono stati montati un pick-up tipo Precision (Custom
Design per questo basso) e un pickup tipo Jazz Noiseless al ponte (anch’
esso Custom Design per questo basso). Il Noiseless ha l’interessante
caratteristica di avere i poli esposti che seguono la curvatura della tastiera,
permettendo una regolazione ottimale della distanza tra singola corda e pick-
up.
Il basso è dotato di elettronica attiva ma tramite un comodo pulsante può
essere utilizzato anche come un classico Jazz Bass passivo con controllo di
tono. In modalità attiva possiamo regolare con maggior precisione alti, medi
e bassi. Le frequenze di intervento dell’equalizzazione sono:
Treble Boost/Cut: +/- 14 db @ 2kHz to 18 kHz with a peak at 8kHz,
Mid Boost/Cut: +/- 12 db @ 1kHz,
Bass Boost/Cut: +/- 15 db @ 30 Hz
La parte hardware è costituita dalle leggerissime e precise meccaniche
Hipshot Ultralite (configurazione 4+1 sulla palette) con il D-tuner sulla corda
B, che permette quindi di scendere ancora di un tono fino al low A; il ponte è
in classico stile Fender, molto semplice, in acciaio con sellette in ottone
cromato. E’ possibile montare le corde sia in modo tradizionale sia
attraverso il corpo, e ciascuna selletta consente di regolare l’intercorda su tre
posizioni. Di fatto l’intercorda ottimale in funzione della larghezza del manico
e dell’allineamento delle corde rispetto ai poli dei p.u. è 18 mm al ponte.
In generale tutta la cura realizzativa dello strumento è di ottimo livello, come è lecito aspettarsi da un Custom Shop.
Alla prova pratica il basso risulta abbastanza leggero, lievemente sbilanciato verso la paletta (ma con una qualsiasi cinghia
larga questo fenomeno non si avverte più); il manico è comodo e scorrevole, pur non essendo un manico “da corsa” stile
Furlanetto o Fodera. La tastatura è impeccabile, i tasti sono di tipo small (come quelli dei vecchi Jazz pre-CBS) e si possono
raggiungere senza problemi action davvero molto basse. Il suono è molto “Jazz Bass”, un pelino più gonfio probabilmente
per il pick-up tipo Precision (che però utilizzato da solo permette di sfruttare molto efficacemente il plettro). L’elettronica attiva
non stravolge il timbro ma permette interventi “educati” sul suono di base. Complessivamente l’elettronica è efficace e
silenziosa.
Il low B è assolutamente all’altezza delle aspettative: potente e definito.
Si tratta quindi di un vero Fender “doc” che suona molto bene con un timbro abbastanza “classico” che permette di spaziare
dai classici suoni Jazz al suono Precision, e quindi ne deriva una versatilità timbrica di tutto rispetto. Risponde bene utilizzato
con tutte le principali tecniche esecutive: finger, plettro e slap.
ROBERTO
SALOMONE
STRUMENTAZIONE
Fender Jazz Bass Reggie
Hamilton CS 5 corde
ESEMPIO SUONO
(Slap)
ESEMPIO SUONO
(Finger - lowB)
ESEMPIO SUONO
(Finger)