• 21 tasti
  • Scala basso: 34"
  • Costruzione: bolt-on
  • Tastiera: palissadro (compound radius )
  • Manico: acero (profilo asimmetrico)
  • Corpo: ontano
  • Meccaniche: Fender-Schalle Lite-Bass
  • Pick up : 2 N3 Noiseless
  • Elettronica : attiva/passiva 18v, a tre vie
  • Ponte: Fender
  • Intercorda: 18 mm.
  • Peso: 4,1 Kg.
La serie “DeLuxe” identifica in casa Fender i bassi attivi. Lo strumento di cui
vi parlerò è il Jazz Bass American DeLuxe, quindi la versione made in USA
(modello 2010), e in particolare il modello 5 corde. Questo è il mio secondo
American DeLuxe, il primo esemplare era il modello 2009 e gran parte di
quello che troverete di seguito come mie impressioni valgono anche per la
serie precedente, cercherò comunque di evidenziare similitudini e differenze
tra la versione 2009 e la versione 2010. L’esemplare che ho acquistato ha
manico in acero, tastiera in palissandro e corpo in ontano, colore Olympic
White.
Tradizionalmente l’American DeLuxe era caratterizzato da un corpo più
“compatto” e dalla tastiera a 22 tasti; la versione 2010 invece recupera lo
shape classico del Jazz Bass e la tastiera passa a 21 tasti. Esteticamente
poi questa serie riprende la tastiera con i block rettangolari neri (su acero) o
in simil-madreperla(su palissandro) e sulla paletta riporta il “TV logo”
utilizzato sul Jazz bass nella prima metà degli anni ’70.
Le differenze tuttavia tra le due serie non sono soltanto estetiche. Parlando
ancora del manico, quest’ultima versione introduce un profilo lievemente
asimmetrico e la tastiera utilizza il compound radius (ovvero il raggio di
curvatura della tastiera non si mantiene costante ma varia lungo la tastiera).
A livello di liuteria lo schema è quello classico del Jazz Bass, migliorato con
alcuni accorgimenti più “moderni” come le barre di rinforzo in grafite all’
interno del manico, gli abbassacorde sulla paletta presenti su tutte e cinque
le corde e il ponte con la possibilità di montare le corde in modo tradizionale
oppure attraverso il corpo. Accoppiamenti, finiture e appaiono molto curati.
La giunzione corpo-manico è assicurata da 5 viti di fissaggio. Le
meccaniche sono le Fender/SchallerDeLuxe Lite-Bass, molto precise. Il
basso è complessivamente leggero per un 5 corde, sta sui 4,1 Kg.
Sul fronte dell’elettronica il modello 2010 dell’American DeLuxe è
equipaggiato con una coppia di pick-upsNoiseless N3
accoppiati ad un’elettronica attiva 18 volt che permette la regolazione di
volume, balance dei pick-up, alti, medi e bassi, oltre ad uno switch per
andare in modalità passiva con controllo di tono. Anche qui le differenze
rispetto al modello precedente sono i nuovi pick-ups e la possibilità di
utilizzare il basso anche in passivo.
ROBERTO
SALOMONE
STRUMENTAZIONE
FENDER JAZZ BASS
American DeLuxe 5 corde
Veniamo ora alle sensazioni data dalla prova pratica: imbracciando lo strumento esso risulta ben bilanciato, il profilo del
manico assicura una buona suonabilità. La tastiera risulta comoda e scorrevole, precisissima nel mio esemplare la tastatura
che mi ha permesso una regolazione davvero bassa dell’action(cosa cui ormai sono abituato e sarebbe difficile per me farne a
meno). Una volta collegato il jack ci si ritrova subito a proprio agio con un suono da Jazz Bass abbastanza tradizionale e
prevedibile. Rispetto al modello precedente si nota la resa differente dei pick-ups, che rendono questo American DeLuxe un po’
meno “moderno” e un po’ più “classico” nel timbro; è anche sparito quel lieve senso di compressione (comunque non
fastidiioso) che si notava con i precedenti Noiseless.
Immediatamente positiva la risposta del lowB,come nella precedente versione,  davvero potente e roccioso (nemmeno
vagamente parente dei low B Fender che tanto mi avevano deluso in passato), molto uniforme con le altre corde nella sua resa
globale. Il suono in flat è molto sfruttabile e versatile, giocando con il balance si possono trovare un po’ le varie sfumature
timbriche del classico Jazz Bass. Intervenendo sull’equalizzazione si può modificare, pur senza snaturarlo, il suono. L’
equalizzazione complessivamente mi è sembrata efficiente, non invadente e soprattutto silenziosa, dalla prova mi sembra
identica a quella della serie precedente. La possibilità di usare il basso anche in passivo è un’utile opzione in più, e quindi anche
in caso di pila scarica passando in passivo e rinunciando all’equalizzazione si può comunque continuare a suonare.

Insomma, il mio giudizio globale è decisamente positivo: l’American DeLuxe è un ottimo 5 corde e resta complessivamente un
vero Jazz Bass, che può competere a testa alta con i vari cloni prodotti da altri marchi o liutai a prezzi similari o anche superiori.
Onestamente tra copia e originale, data la qualità di questo basso, preferisco l’originale Fender, che garantisce anche una
migliore tenuta di valore dello strumento e quindi nei fatti equivale ad avere speso meglio i propri soldi.
Ultima nota a margine: lo strumento è corredato da una robusta e complessivamente leggera custodia rigida in un materiale
simil-ABS; in dotazione ci sono le chiavi di regolazione, una buona cinghia reggi-basso, un cavo strumento e gli strap-lock.
ESEMPIO SUONO
(Finger)