Benvenuti sulla mia Home-Page.
Mi chiamo Roberto e ho sempre avuto un grande amore per la musica, passione che si è concretizzata nel basso elettrico.
Spero che le informazioni contenute in questo sito, oltre a raccontare un po’ di me dal punto di vista musicale, possano anche
essere di utilità per altri amici musicisti e bassisti. E poi, per chiunque voglia mettersi in contatto con me, per informazioni o
consigli, può farlo utilizzando l’e-mail riportata a fondo pagina.
Come dicevo, ho sempre avuto una passione naturale per la musica: da bambino ascoltavo brani di musica  classica e canzonette
moderne indifferentemente. Il primo approccio con uno strumento musicale però l’ho avuto a dodici anni quando, insieme al
compagno di classe (allora 2^ media) Marco Mirabella, oggi ancora il mio più grande amico, mi sono cimentato con le sei corde di
una scassatissima chitarra. Come tutti gli ardimentosi musicisti in erba, credo di avere spaccato i timpani di genitori e vicini di casa,
che oggi posso ringraziare per la pazienza avuta.
Tra una stecca e l’altra, ho cominciato a suonare discretamente la chitarra, almeno per accompagnarele classiche canzoni dei
cantautori da cantare con gli amici. L’incontro con il basso è avvenuto un paio di anni dopo (a memoria dovrebbe essere il 1978).  
Sempre in compagnia dell’amico Marco, entrando in un negozio di strumenti musicali di Torino, dove vivo, vedo un basso Eko con la
forma di violino, stile Beatles, e decido di acquistarlo. Faccio una colletta con Marco e coinvolgo anche altri amici per mettere
insieme le fatidiche 100.000 lire e torno a casa con il mio primo basso. Con grande competenza comincio ad accordarlo (come una
chitarra) e il Sol (giustamente!!) mi resta inmano: da quel momento ho capito che il basso si accorda un’ottava sotto la chitarra.
In realtà l’acquisto del basso non è stato casuale: già da parecchio tempo mi capitava di seguire nei dischi le linee pulsanti e
ritmiche di questo strumento
.Nel frattempo avevo perfezionato anche lo studio della chitarra con un paio d’anni di chitarra classica
con  insegnanti del Conservatorio di Torino, ma il mio amore restava il basso elettrico.
Come tutti i ragazzi cominciai a suonare in piccoli gruppi di base dell’area torinese, con la remota e mal celata idea di poter
diventare famosi…
In questo periodo il mio basso Eko era stato sostituito da un Fender Musicmaster e poi, con l’apparizione della Squier sul mercato,
da un Jazz Bass (che mi ricordo allora costava sulle 600.000 mila lire, ma era comunque molto più avvicinabile della versione
americana che superava abbondantemente il milione).L’esperienza più significativa nei gruppi musicali è stata con i “Puzzle”, con i
quali nel 1984 è stato anche inciso un disco (ovviamente scarsamente commercializzato).
Lo studio del basso elettrico, cominciato da autodidatta, è proseguito poi con uno studio più serio con due anni di lezioni private con
il bassista professionista Enzo Melillo, che all’epoca era reduce da tour e incisioni per Mia Martini, Umberto Tozzi, Anna Oxa, Gipo
Farassino ed altri artisti italiani. Devo ringraziare molto Enzo per come oggi suono il basso, perché mi ha insegnato soprattutto ad
essere “preciso” e “pulito” nelle esecuzioni, e questo mi ha permesso di lavorare con buoni risultati anche in sala di registrazione
(dove è vero che tutto si può ritoccare ma nessuno ha voglia di passare ore a correggere le esecuzioni di un musicista incapace).
All’epoca ero passato anche al mio primo Fender Jazz “made in USA”, che mi ricordo pesava in modo allucinante!!
In seguito ho svolto per un certo periodo l’attività bassistica in modo professionale lavorando in sala di incisione e suonando con
alcune orchestre, fino ad arrivare al fatidico momento di scegliere cosa fare da grande. Io non ho scelto di fare il bassista di
professione, anche se non ho mai abbandonato la musica e il mio strumento ed ho sempre dedicato una parte del tempo della
giornata ad esercitarmi.
Non solo, ho continuato lo studio del basso partecipando ad alcuni seminari tra i quali ricordo in particolar modo quelli con Ares
Tavolazzi, John Patitucci e Alain Caron. Questi ultimi due bassisti mi hanno avvicinato al mondo del basso a 6 corde, che oggi è lo
strumento che suono prevalentemente (per me è diventato "il basso", in quanto contiene sia un 4 corde sia un 5 corde). Inoltre,
poichè mi piace anche "giocare", per po' di tempo mi sono avvicinato anche al 7 corde (che però per me resta appunto un
"giocattolone").
Oggi continuo a suonare, anche se a livello amatoriale, con la formazione torinese OPTION, che propone un repertorio molto vario,
che spazia dagli standard jazz alla fusion, dal pop raffinato al funky. Inoltre mi piace registrare brani musicali, composti da me o
cover, e quindi mi sono attrezzato con un piccolo studio digitale a 16 tracce. Nel tempo libero, quando capita, scrivo anche qualche
canzone “cantata”, per puro piacere personale (le ascoltano sempre i soliti amici, spero con piacere e non con sofferenza).
Ho insegnato basso elettrico in alcune scuole di musica di Torino e attualmente  impartisco  lezioni private sullo
studio dello strumento.
Collaboro inoltre con il portale del basso elettrico www.megabass.it e ho collaborato per  il portale della musica www.musicoff.it per
la sezione "Lezioni di basso".



Attualmente la mia strumentazione è così composta:


FODERA Emperor II neck-thru (6 corde)
LAKLAND Skyline 55-01 (5 corde)
FENDER Jazz Bass Classic '60 (4 corde)
VINTAGE Icon Jazz (4 corde fretless)
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ROBERTO SALOMONE